-

ANPI
Cividale del Friuli

il 25 aprile a Cividale: intervento di
Luciano Marcolini Provenza
(Presidente della sezione cittadina dell' ANPI)

-
-

-
Oggi festeggiamo il 25 aprile a ricordo della libertà conquistata con il sacrificio dei civili antifascisti, delle formazioni partigiane, delle forze armate alleate e della popolazione resistente.
Il 25 aprile 1945 ancora si combatteva sui vari fronti e nelle nostre zone che hanno visto, per prime, il sorgere della lotta armata, già nella primavera del 1943 sostenuta da un piccolo nucleo partigiano e poi, dopo l’8 settembre, da molti altri partigiani e militari contro l’occupante tedesco e per ultime, nel maggio del 1945 hanno sopportato l’oppressione nazifascista.
Ancora decine di partigiani cadranno dopo questa data del 25 aprile 1945 mentre il 2 maggio il nostro Friuli dovrà ancora sopportare stragi di civili come accaduto ad Avasinis.
Il Contributo di Cividale sta in queste cifre che portano il peso del sacrificio di vite dedicate alla Libertà o spezzate per l’ideale di un mondo migliore: 73 caduti per la Libertà, 80 antifascisti perseguitati politici, 107 fucilati alle “Fosse del Natisone” al Campo sportivo ed in altre località, 119 deportati nei campi d’internamento e di sterminio in Germania.
La concessione della Medaglia d’Argento al V. M. per i fatti della Resistenza alla nostra città ne è alto riconoscimento.
In particolare ricordiamo il martirio di innocenti e pacifiche vittime civili come quello di Elvira Shoenfeld e di sua figlia Amalia Piccoli, vittime della barbarie razzista nazifascista.
Ricordiamo l’eroico appoggio fornito alla Resistenza dalle popolazioni del Friuli orientale che, dopo la liquidazione della zona libera, prima palestra di democrazia dopo 20 anni di dittatura in un territorio occupato e parte del Terzo Reich nazista, hanno subito la violenta e bestiale repressione con eccidi come a Torlano, l’incendio di paesi, le deportazioni e le uccisioni efferate.
Ricordiamo il contributo dato dal tenente dei Carabinieri Ugo Tabacchi della Stazione di Cividale, collaboratore della Resistenza, arrestato dalle SS e deportato a Dachau, i tanti militari cividalesi presenti sui tragici fronti delle guerre di aggressione fasciste che dopo l’8 settembre 1943 subirono la deportazione e la prigionia in Germania perché non vollero aderire alla Repubblica fantoccio di Mussolini.
Ricordiamo i molti antifascisti cividalesi, humus vitale per la Resistenza, processati dal Tribunale speciale per la Difesa dello Stato fascista tra i quali Ettore Zanuttini già presidente della Società Operaia e Mario Lizzero poi Comandante delle formazioni garibaldine friulane.
Ricordiamo la medaglia d’Oro concessa a Manfredi Mazzocca “Tordo” Commissario della Brigata Gramsci della Garibaldi Natisone caduto eroicamente in Slovenia e le Medaglie d’Argento concesse a Rino Blasig “Franco” morto a seguito di gravi ferite nell’ospedaletto partigiano di Franja a Circhina, Edoardo Tosoratto “Odo” caduto nelle formazioni garibaldine della destra Tagliamento, Attilio Ruttar della divisione partigiana “Italia” operante con l’Esercito di Liberazione jugoslavo caduto al confine tra Croazia e Bosnia, Giuseppe Garibba, magistrato, membro del CLN di Soave, deportato e morto nel campo nazista di Dachau. E poi le Medaglie d’Argento attribuite in vita, perché i Comandanti garibaldini non vollero accettare le Medaglie d’Oro se non per i propri caduti, a Mario Lizzero “Andrea” Comandante di tutte le formazioni garibaldine friulane e successivamente parlamentare e al fratello Gino Lizzero “Ettore”, Capo di Stato Maggiore della Divisione d’Assalto Garibaldi Natisone, formazione composta da 5000 effettivi e che ha dato alla causa della Resistenza oltre 1400 caduti, stimato allenatore di calcio, dirigente dell’ANPI e Consigliere comunale.
Ricordo anche Anselmo Calderini “Ivan” al cui nome è intestata la nostra sezione ANPI primo caduto di una formazione garibaldina in Italia che a buon titolo, per il suo sacrificio e quello sopportato dalla famiglia con la deportazione in Germania della moglie Ester Ines Pinosio e il forzato distacco dai figli, in tenera età, meriterebbe una Medaglia.
Non posso qui menzionare tutti i nomi delle persone alle quali dobbiamo essere riconoscenti anche se a noi resta il compito di ricordarli alle nuove generazioni in quanto gli ultimi testimoni diretti di quei fatti, i partigiani, i deportati, sono ormai scomparsi.
A pochi mesi dalla fine della guerra, nel marzo del 1946, grazie all’esperienza maturata nei CLN e nelle Zone Libere durante la Resistenza, si svolsero le prime elezioni a suffragio universale nelle quali le donne, in funzione delle loro lotte per l’emancipazione e grazie al grande contributo fornito alla Liberazione, avevano conquistato il sacrosanto diritto al voto, alla partecipazione alla vita politica del nostro Paese segnando così una svolta al secolare dominio maschile che le relegava ai margini della vita civile.
Una battaglia questa che non è ancora conclusa laddove esistono disparità di trattamento di genere, sociale, economico e politico.
La grande partecipazione, ottant’anni fa, al voto alle elezioni amministrative del marzo 1946 e poi del 2 giugno 1946 dovrebbe farci riflettere e far riflettere i nostri rappresentanti politici sull’attuale crisi di partecipazione.
Nuove generazioni però appaiono indicando una nuova speranza per il futuro.
A Cividale alle amministrative del 1946 votò l’85% degli aventi diritto: votarono 2.898 uomini e ben 3.339 donne. Molti combattenti per la Libertà, donne e uomini, che pur avevano rinunciato ai propri affetti e rischiato le proprie vite a quelle elezioni non poterono partecipare per la mancanza del requisito della maggiore età allora fissato in 21 anni.
Le donne entrano anche nelle liste elettorali anche se solo in due e sono presenti negli opposti schieramenti: sono Ines Adami Toniutti per la D.C. e Luigia Zuliani Tomat per i socialcomunisti, entrambe verranno elette.
Il diritto al voto è stato conquistato con la Libertà raggiunta per mezzo della Resistenza: un diritto e secondo me anche un dovere a cui nessuno dovrebbe sentirsi escluso.
Alle successive elezioni referendarie del 2 giugno gli elettori cividalesi si presentano alle votazioni all’89,36%, solo 781 elettori su 7.342 non si recano alle urne.
Due anni fa alle elezioni europee 4.546 elettori votano a Cividale mentre più della metà, 4.822 non lo fanno rinunciando al diritto a esprimere il proprio indirizzo.
A breve ci saranno le elezioni amministrative nel nostro Comune e la vivacità delle liste che si propongono ad amministrare la città è un buon segnale se consideriamo che in altri Comuni a malapena si riesce a presentare una sola lista.
I problemi che abbiamo di fronte come cittadini sono gravosi come gravoso è il compito di chi amministra, dal nostro punto di vista è necessario guardare al futuro con lo spirito dei nostri partigiani considerando indispensabile il contributo di tutti, sentendoci tutti partecipi e coinvolti nella gestione pubblica, solamente così si possono superare i momenti di crisi.
La recente bocciatura della riforma costituzionale impone a noi come Associazione di continuare nella difesa della nostra Carta costituzionale ma ci impone anche di chiedere, con forza, ai nostri rappresentanti politici non solo il rispetto dei principii costituzionali ma anche e soprattutto che questi vengano finalmente applicati. La nostra Costituzione è già un programma politico è la nostra garanzia di Pace, di Libertà, di Democrazia, di integrazione ed elevazione culturale, economica, politica e sociale.
E’ stata scritta da donne e uomini che hanno saputo confrontarsi sulla base del reciproco rispetto pur appartenendo a visioni ideologiche, culturali, religiose e sociali diverse sulla base fondamentale dell’antifascismo. Non a caso infatti una sola formazione politica non vi ha aderito: gli eredi di Mussolini.
A nostro parere chi è contro questi principii è di fatto contro la Repubblica fondata sui valori della Resistenza, è contro la Libertà volendola plasmare ai propri fini con decreti liberticidi, è contro la Democrazia ostacolando la separazione e indipendenza dei poteri, è contro la Pace affidandosi alla forza delle armi e alla guerra, anziché abbracciando con decisione e chiarezza il Diritto internazionale e la Diplomazia.
Alti valori questi ottenuti al prezzo di milioni di vittime ma non ottenuti una volta per sempre perché Pace, Democrazia, Libertà, sono beni che non avvizziscono e crescono solo se adeguatamente curati e coltivati.
Voglio per ultimo ringraziare la Sindaca Bernardi alla fine di questo ciclo amministrativo per la collaborazione con la nostra associazione, per la disponibilità personale e per il sostegno del Comune alle Commemorazioni a alle nostre iniziative.

Viva la Festa della Liberazione------------------------------------Viva la Costituzione antifascista

Cividale del Friuli, 25 aprile 2026 

la redazione del sito

-