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Ottantanni
orsono, il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche arrivavano al
campo di Auschwitz portando a conoscenza della comunità
internazionale lorrore dello sterminio pianificato dal
regime nazista.
Le iniziative promosse dalla Storica Società Operaia,
dallAssociazione musicale Sergio Gaggia, dallAssociazione
Nazionale Partigiani dItalia sezione Anselmo Calderini
Ivan e dal Museo Archeologico Nazionale, nella cui
sede si sono svolti gli incontri, sono state intervallate dagli
apprezzati brani musicali eseguiti dai Maestri Andrea Rucli,
Lucio Degani, Markus Berthold e Frieder Berthold.
I saluti dellAmministrazione comunale, patrocinante liniziativa,
sono stati portati dallAssessora alla cultura Angela Zappulla.
La Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Cividale, la
Dott.ssa Angela Borzacconi, ha fatto gli onori di casa, portando
i sui saluti e presentando le iniziative della giornata.
La prof. Annarita Trossolo della Scuola Media Elvira e
Amalia Piccoli ha portato i saluti della Dirigente scolastica
dott.ssa. Francesca Marcolini e il prof. Francesco Alberghina
ha letto alcuni significativi brani sulla necessità
di educare a quanto è stato perchè non si ripeta
mai più.
A seguire le testimonianze dei gemelli Giampaolo e Romano Piccoli
nipoti delle due cividalesi assassinate nel lager di Auschwitz:
Elvira Shoenfeld-Piccoli e della di lei figlia Amalia Piccoli.
E ancora vivo in loro il ricordo di quel giorno, il 22
aprile 1944, nel quale i militi della SD nazista prelevarono
le loro familiari e langoscia provata dalle loro famiglie
che solo sul finire del 1945 appresero della loro tragica soppressione.
La
testimonianza successiva non riguarda un cividalese ma è
relativa al circondario, luoghi nei quali la tragedia della
dittatura e della guerra ha lasciato profonde ferite. Edek Osser,
figlio del medico psicoterapeuta e poi partigiano Zygmunt Osser
ha raccontato lavventurosa e tragica storia della propria
famiglia originaria della Polonia.
Come è noto Cividale ospita il Mittelfest, il festival
della cultura mitteleuropea. Questanno il tema della manifestazione
sono i tabù.
Sono tabù per noi, se li vediamo ancora come tali, la
deportazione, la tortura, il genocidio, la guerra
temi
che nella nostra società contemporanea, a livello nazionale
e internazionale trovano importanti e potenti sostenitori e attuatori
in politica, in economia e nella finanza.
I fatti successivi al 1945, anno nel quale si ha una presa di
coscienza collettiva e si assumono importanti iniziative e collaborazioni
internazionali contro i crimini prodotti dalle dittature nazifasciste,
non sono stati immuni dal riproporci guerre, deportazioni, genocidi,
è vero, ma perlomeno per quanto riguarda i paesi delle
cosiddette democrazie compiute, in occidente, questi costituivano
dei veri e propri tabù per la maggioranza delle istituzioni,
delle rappresentanza politiche e dei poteri economico/finanziari
e soprattutto per la popolazione stessa che aveva vissuto sulla
propria pelle le tragedie delle dittature e lorrore della
guerra.
Ora le cose sono radicalmente cambiate, nei fatti, nei programmi
politici, nelle discussioni pubbliche e nelle lobbies che non
necessitano più di prestanome in politica.
Si riscrive la storia anche dove ampiamente documentata in chiave
conflittuale e simpone a maggior ragione a noi il dovere
della memoria.
La cancellazione di certi tabù ci impone necessariamente
di non dimenticare, approfondire la nostra conoscenza, uscire
dal solo contesto commemorativo, ci impone di partecipare
ognuno di noi può farlo!
In futuro, nel prossimo futuro, assieme alla Società Operaia,
abbiamo intenzione di proporre allAmministrazione comunale,
con il coinvolgimento delle scuole, la collocazione di un primo
gruppo di pietre dinciampo che ricordino gli oltre 100
deportati cividalesi. A Cividale, infatti, la repressione fascista
è stata ben presente, sostenuta da fascisti locali e dalloccupante
nazista, a cominciare dalla condanna al carcere (alcuni cividalesi
sono morti nelle carceri fasciste!), al confino, al controllo
costante di polizia degli antifascisti cividalesi per poi spingersi
fino alla fucilazione, allassassinio di persone civili,
uomini e donne, colpevoli di appartenere a una fantomatica razza
inferiore, colpevoli di essere oppositori, come i militari internati
nei campi nazisti perché non vollero aderire alla repubblica
di Mussolini. Oppositori silenti ma molto pesanti sul piano del
consenso!
Persone colpevoli anche di trovarsi in un posto sbagliato al
momento sbagliato come testimonia Don Luigi Pasa, cappellano
militare, raccontando del viaggio dal Friuli verso la prigionia
in Germania insieme a diverse centinaia di militari:
In un passaggio a livello tra Udine e Tricesimo il convoglio
rallenta. Un giovane attende vicino alla sbarra per avere il
via libera: un tedesco lo afferra in modo brutale e lo scaraventa
in un carro, prigioniero anche lui. Se qualcuno del luogo lo
conosceva e ha assistito alla scena, potrà riferire ai
suoi familiari; se nessuno lha visto, i suoi lo attenderanno
invano e chissà per quanto a lungo trepideranno e forse
lo piangeranno
Siamo al puro e semplice arbitrio.
La deportazione ha colpito pesantemente anche persone inermi
trascinando nel terrore, nella tragedia, nel dolore le nostre
comunità.
Dal conteggio dei deportati cividalesi, mancano le
persone temporaneamente residenti in Cividale come, per esempio,
il tenente dei carabinieri Ugo Tabacchi deportato a Dachau perché
sostenitore della Resistenza.
Far finta che qui non cè stata la nostra quota parte
della tragedia che ha sconvolto il mondo intero è unoperazione
pericolosa che rischia di giustificare o quanto meno di mettere
sullo stesso piano coloro che erano dalla parte della ragione
a quelli che furono i loro carnefici.
Non va dimenticato inoltre che la repressione ha colpito pesantemente
le comunità limitrofe, come a Corno di Rosazzo, Orzano,
Nimis e le località delle Valli del Natisone ove, alla
già pesante quota repressiva, va aggiunta la volontà
di sopprimere le sacrosante istanze di una minoranza linguistica
e nazionale.
Cividale del Friuli,
26 gennaio 2025 |
Luciano
Marcolini Provenza |