
Luogo:
Cividale del Friuli - Angolo del Museo Archeologico Nazionale
in direzione di via Patriarcato.
Anno:
Delibera Giunta Municipale
del 9 marzo 2021.
Committente:
Comune di Cividale del Friuli su proposta ANPI.
Tipologia:
Odonomastica - Largo.
Riferimento GPS:
46°05'37" N-----13°25'55"
E-----138 m slm.
Chi ricorda:
La figura del medico e partigiano di origine ebraica Leo Levi,
nome di battaglia "Galeno".
Nota storica:
Leo Levi nasce a Modena il 20 gennaio 1906 da Ettore e Elisa
Gentili, si laurea in medicina all'Università di Modena
il 9 luglio 1930, sostiene l'esame di stato a Pisa dove si specializza
in medicina interna e per un breve tempo è Assistente
Medico.
Sceglie di fare il medico condotto che esercita in vari comuni
fino a vincere la condotta a Cividale del Friuli (G.U. n. 70
del 28 luglio 1938) e il 22 agosto prende, con tutta la sua famiglia,
la residenza in città al civico 1 di Via Patriarcato al
secondo piano, aprendo l'ambulatorio di fronte all'abitazione
al pianoterra. Il Comune di Cividale del Friuli gli affida anche
l'incarico di Ufficiale sanitario.
A seguito alla promulgazione delle leggi razziali, 19 settembre
1938, viene esonerato, essendo ebreo, con delibera comunale del
19 dicembre 1938 dal servizio, nonostante il dottor Leo Levi
non sia un israelita osservante e. poco prima della promulgazione
delle leggi razziali abbia fatto atto di conversione alla Chiesa
cattolica (9 settembre 1938). Continua privatamente ad esercitare
la professione di medico ma, visto l'aggravarsi della situazione
per le persone di origine ebraica e lo stato di guerra, nel 1941,
decide di mettere al sicuro la famiglia trasferendo moglie e
figli presso i famigliari della moglie.
Alla capitolazione dell'Italia, con la conseguente occupazione
nazi-fascista, le cose peggiorano ulteriormente e il 22 aprile
1944 una pattuglia delle SS passa in ambulatorio per arrestarlo.
Si salva miracolosamente nascondendosi tra il muro e l'anta del
grande portone d'Ingresso all'ambulatorio. Riesce a fuggire dalla
città e si rifugia nella cella mortuaria del cimitero
di Purgessimo, dove viene assistito amorevolmente, e in segreto,
dalla popolazione locale.
Entra a far parte, con il nome di Galeno, della Divisione Garibaldi-Natisone
- Brigata Bruno Buozzi diventando il medico della Divisione.
Dopo il grande rastrellamento nazi-fascista che portò
alla dissoluzione della Zona libera del Friuli orientale (29
settembre 1944) seguì, nel dicembre del 1944, la formazione
partigiana che si trasferì oltre Isonzo.
Un aneddoto, sull'attraversamento dell'Isonzo la notte di Natale,
ci viene raccontato dalla testimonianza del garibaldino Tarcisio
Rizzi - Harlem:
Guadavamo il fiume quanto era
possibile veloci, però anche nel guado, c'erano difficoltà
impreviste. La sorte peggiore toccava a quelli che erano di statura
bassa; a questi il livello dell'acqua arrivava fino all'ascella.
Il medico della divisione, dott. Leo Levi "Galeno"
di Cividale che era di statura molto bassa, l'ha trasportato
la corrente dell'acqua in pericolosa profondità. Di questo
se ne sono accorti i compagni, quando videro galleggiare il suo
cappello sull'acqua e lo salvarono nell'estremo momento. Per
lo splendore della luna, la notte era molto chiara. L'acqua torbida
cancellava e nascondeva tutto e più di qualcuno inceppava
coi piedi scalzi contro le pietre subacquee, imprecando, ciò
che ci metteva in serio pericolo. Tra l'acqua e l'aria gelida
era per noi come se qualcuno spezzasse il nostro corpo con una
lama tagliente."
Seguì quindi tutte le vicende della Divisione garibaldina
nell'attuale territorio della Repubblica di Slovenia partecipando
il 6 maggio del 1945 alla liberazione della città di Lubiana.
Rientra a Trieste il 20 maggio 1945 e quindi, a seguito della
smobilitazione delle formazioni partigiane il 24 giugno 1945
a Udine, rientra 'a Cividale.
Al suo rientro, non venendo integrato nel posto di Ufficiale
Sanitario del Comune di Cividale del Friuli, riprende ad esercitare
la sua professione dedicandosi in modo particolare alle fasce
di cittadini più bisognosi.
Muore per scompenso cardiaco l'8 ottobre 1948 in seguito alle
sofferenze fisiche e psichiche a cui era stato sottoposto dalle
leggi razziali e dagli anni di guerra. Viene tumulato, per sua
volontà, nel cimitero di Purgessimo grato per l'aiuto
ricevuto durante la sua fuga. Lascia la moglie Violante Celoni
e i figli Ettore, Giuseppina e Maria Elisa (Marisa). Ora le spoglie
si trovano nella tomba di famiglia a Vittorio Veneto.
Leo Levi, ha lasciato nella comunità cividalese un ottimo
ricordo per la dedizione, per la sua generosità e per
l'attenzione verso i più bisognosi che gli valsero l'appellativo
di "medico dei poveri".
Descrizione e note:
Il segnale stradale, collocato dal Comune di Cividale del Friuli
nello slargo in oggetto, riporta esclusivamente il nome e cognome,
senza nessuna ulteriore indicazione. E' auspicabile che le indicazioni
vengano integrate con il nome di battaglia e la qualifica così
che il cartello dovrebbe contenere le seguenti indicazioni: largo
Leo Levi "Galeno" - (1906 - 1948) - Medico - Partigiano.
Bibliografia/fonti:
Archivio storico ANPI - Cividale del Friuli.
Nota redazionale:
La scheda
può essere liberamente riprodotta citando "scheda
a cura dell'ANPI - Cividale del Friuli".
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