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In occasione della celebrazione della Liberazione della Città
di Cividale da parte delle formazioni partigiane italiane e slovene
abbiamo onorato i Caduti per la Libertà.
Come ogni anno l'ANPI e l'Amministrazione del Comune di Cividale
del Friuli (Città decorata con Medaglia d'Argento al V.M.
per i fatti della Resistenza), hanno deposto le corone al cippo
che ricorda alcuni dei Caduti per la Liberazione della Città
e ai due operai dell'Italcementi fucilati alle "Fosse del
Natisone" deponendo una corona al monumento che li ricorda
nei pressi del nuovo edificio in prossimità dell astazione
dferroviaraia che ospita la CiviBank.
In quella sede sono state ricordate le innumerevoli morti bianche
avvenute all'Italcementi e alle cave, lo sciopero del 1932 (fatto
di enorme rilevanza in piena epoca fascista!) organizzato dalla
cellula interna del Partito Comunista d'Italia e che l'anno dopo
costò l'arresto di circa 70 comunisti cividalesi e la
condanna da parte del Tribunale fascista per 11 di loro a pene
dai 3 agli 8 anni di carcere. E' stato ricordato anche lo sciopero
del 1961 che per un mese fermò lo stabilimento e che ricevette
l'adesione di tutti i partiti (meno l'MSI!), dell'Amministrazione
comunale, dei sindacati e dei commercianti cividalesi.
Sappiamo come è finita la storia dei quell'industria a
Cividale: una lenta agonia fino alla chiusura e nessuna compensazione
alla Città e al territorio per lo sfruttamento e l'inquinamento
prodotto in decenni di produzione con gravi ripercussioni sulla
salute degli operai e dei cittadini.
Di seguito riportiamo il breve discorso pronunciato dal Presidente
della sezione ANPI di Cividale del Friuli:
"Oggi
commemoriamo la Liberazione della Città di Cividale del
Friuli, un giorno che ci ha consegnato la Libertà dalla
dittatura nazifascista e dalloccupazione straniera. Un
giorno che è costato la vita a 12 patrioti, alcuni di
loro Partigiani ormai da molti mesi e che avevano già
patito in precedenza la durezza della guerra nei paesi aggrediti
dallItalia fascista.
Cividale ha pagato col contributo di 73 caduti alla Lotta di
Liberazione e custodisce il ricordo di almeno 115 fucilati e
di 116 deportati nei lager nazisti.
Il giorno della Liberazione, fu un giorno importante per la storia
del nostro Paese: si aprivano infatti le possibilità offerte
dalla democrazia, dalle prospettive di pace e sviluppo sociale
e di nuovi rapporti internazionali.
Eppure, ogni anno a partire da allora, con maggiore o minore
virulenza, le date che ricordano la Liberazione, sono oggetto
di polemiche. Vè anche il tentativo di operare una
revisione storica con finalità ideologiche. Si avverte
la volontà di stravolgere il senso della memoria collettiva.
Quando si parla di guerra e nel caso specifico anche di una guerra
civile non sempre brilla cristallina la luce della ragione ed
è quindi corretto analizzare i fatti storici illuminando
il più possibile le ombre ma tenendo però presente
che, in relazione di quanto pocanzi accennavo, il motivo
per il quale accadono queste polemiche è dovuto in gran
parte ai conti non fatti con la nostra storia e in particolare
con il ventennio fascista.
Nel caso specifico della nostra data odierna, della commemorazione
della Liberazione di Cividale, abbiamo cercato di non rispondere
alle provocazioni, perché tali le riteniamo, evitando
di alimentare polemiche giornalistiche o sui cosiddetti social.
Abbiamo invece organizzato, col patrocinio dellAmministrazione
comunale, un convegno aperto al pubblico e alle scolaresche sulla
Liberazione di Cividale al quale hanno dato il loro contributo
storici dellUniversità di Udine e di Trieste e dellIstituto
Storico di Udine.
Da quel Convegno sono emersi, ancora una volta e pur nella diversità
delle Fonti storiche, dei fatti incontrovertibili e cioè
che Cividale fu liberata dalle forze partigiane italiane e slovene,
che non vi furono tensioni pur nella diversità di finalità
tra le varie formazioni e che il Reggimento sedicente di alpini
Tagliamento non era altro che una formazione di polizia agli
ordini delloccupante tedesco che si macchiò dinnumerevoli
crimini.
Circa 170 militi di questa formazione labbandonarono allultimo
momento per passare nelle file delle formazioni osovane tantè
che il caduto Luciano della Pietra, ex-repubblichino, è
riconosciuto come caduto per la Libertà.
Penso che a 80 anni da quegli avvenimenti bisognerebbe avere
rispetto per i fatti storici riconoscendo le responsabilità
di chi portò il nostro popolo e paese nel baratro della
guerra.
Il nostro Paese ha invece necessità, soprattutto oggi,
di fare dei passi avanti verso un futuro che appare già
abbastanza complicato senza intorbidire la nostra storia. La
via è quella indicata dalla nostra Costituzione che è
frutto di tutte le idee che animarono la Resistenza; una via
democratica che chiede pace, giustizia sociale, eguaglianza,
solidarietà, istruzione, lavoro."
La successiva
deposizione di una corona da parte di sedicenti "reduci"
del reggimento collaborazionista "Tagliamento" con
il labaro decorato di croci di guerra rilasciate dal goveno nazista
rappresenta una offesa per i Caduti per la Libertà, per
la decorazione concessa al Comune e per la verità Storica.
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