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ANPI
Cividale del Friuli

Lettera al Ministro della Difesa

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Egregio Signor Ministro,

ci giunge notizia della Sua visita a Cividale del Friuli al cippo, presso il Bosco Romagno, che ricorda i caduti del Comando della Brigata Osoppo uccisi parte alle Malghe di Topli Uorch (Porzus), parte in varie località di una vasta area che comunemente viene definita “Bosco Romagno” altri in località e date che non trovano alcun riscontro nei fatti di “Porzus”.

Per esempio il partigiano ex carabiniere Sparacino Erasmo “Flavio” risulta inequivocabilmente fucilato dai nazi-fascisti alle “Fosse del Natisone” come attestato dai certificati di morte del Comune di Cividale del Friuli. Tale luogo (Fosse del Natisone) custodisce la memoria degli oltre 105 fucilati e si trova all’interno di un’area militare, che viene restituita all’uso civile, solo in occasione della annuale commemorazione, e forse si potrebbe pensare di renderla finalmente fruibile ai famigliari e ai cittadini tutti.

Nella stessa giornata vengono ricordati gli otto partigiani fucilati al campo sportivo comunale “Martiri della Libertà” tre dei quali di nazionalità slovena. Annualmente il Comune di Cividale del Friuli riceve la visita di alti rappresentati del Governo sloveno a commemorazione dei loro e dei nostri Caduti ricordati con il Monumento alla Resistenza opera dell’artista Luciano Ceschia inaugurato nel 1975 dal compianto Presidente Sandro Pertini. L’ultimo anno la visita è stata effettuata proprio dal Suo omologo sloveno a sottolineare l’importanza che rivestono i rapporti tra i nostri due Stati.

Ma per tornare più direttamente alla questione ci permettiamo di farLe notare, come dimostrato da vari lavori di carattere storico, che il cippo del Bosco Romagno, come la lapide presente alle malghe di Porzus, sono dei falsi dettati dal clima di odio e di tensione che le nostre terre hanno subito durante la dittatura fascista e che si sono trascinati anche dopo la fine del secondo conflitto mondiale viepiù accentuati da una contrapposizione ideologica.
C’è da chiedersi quale senso abbia questa Sua visita in Cividale del Friuli, considerato che non è previsto alcun omaggio alla Resistenza cividalese della quale Le ricordiamo alcune cifre:

- Almeno 105, civili, militari e Partigiani fucilati alle “Fosse del Natisone”
- 8 partigiani fucilati al campo sportivo “Martiri della Libertà”
- 71 caduti partigiani
- 80 perseguitati politici
- 119 deportati nei campi di sterminio nazisti
- 6 Medaglie d’Argento al Valor Militare
- 1 Medaglia d’Oro al Valor Militare
- 207 Partigiani combattenti decorati di Croce di guerra al Medito

Cividale del Friuli, inoltre, a ragione della partecipazione dei suoi figli migliori alla Lotta di Liberazione e del contributo dato alla realizzazione della Zona Libera del Friuli Orientale è decorata con Medaglia d’Argento al Valor Militare per i fatti della Resistenza (Medaglia che il Comune di Cividale, come invece previsto dallo Statuto comunale, continua a non raffigurare nello Stemma comunale nonostante le ripetute segnalazioni).

A nostro avviso la Sua visita senza omaggiare la Resistenza cividalese nel suo complesso non rende giustizia a un movimento che invece è stato nella sua generalità unitario e che ha beneficiato dell’appoggio dalle popolazioni locali. Così vengono invece sottolineati gli elementi di tensione e di divisione. Purtroppo episodi negativi si sono verificati nella Resistenza italiana e hanno coinvolto le diverse ideologie in campo come indica il caso, per esempio, di Malga Silvagno nel vicentino nel quale a commettere l’eccidio sono stati i Partigiani di formazioni cattoliche ai danni di Partigiani comunisti.

Del resto uno dei primi caduti di Porzus risulta essere un Partigiano garibaldino Giovanni Comin "Tigre" (ribattezzato in seguito "Gruaro" dagli osovani).
Possiamo solo confidare nella Sua Coscienza e nella Sua onestà intellettuale nel prendere in debita considerazione le nostre rimostranze.

Cividale del Friuli, 20 settembre 2013

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
Sezione di Cividale del Friuli
Città decorata con Medaglia d'Argento
al V.M. per i fatti della Resistenza