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ANPI
Cividale del Friuli

gemellaggio con ZZB-NOB di
Medana, Dobrovo e Kojsko
Il saluto del Presidente dell'ANPI di Cividale

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Zdravljica: brindisi, è la poesia del poeta Prešeren dalla quale sono tratte le parole del vostro inno nazionale. Un inno che celebra il valore dell’amicizia uno dei pochi inni nazionali se non l’unico che non richiama alla grandezza del proprio passato, alla superiore civiltà, alla grandezza della propria nazione, in definitiva un inno pacifico, con richiami alla pace e alla fratellanza. In particolare qui da noi, nel Collio, in questo ambiente ricco di viti e d’uva, questo brindisi si presta in maniera particolare a un messaggio di pace. Non per nulla la prima immagine che rappresenta un brindisi risale a 5000 anni fa ed è raffigurata nello stendardo di Ur per simboleggiare appunto la pace.

E’ esattamente questa l’ottica con la quale siamo onorati di sottoscrivere, in questo luogo e nel contesto di questo anniversario, il patto di gemellaggio con ZZB-NOB di Medana, Dobrovo e Kojsko.  Zona di confine tra tue popoli la nostra e quindi di scambio ma che possiamo quasi configurarci come un’unica etnia forgiata da secoli di convivenza pacifica come testimonia lo scambio tra le nostre genti. Possiamo vantare lunghi secoli di rapporti pacifici e di scambi avvenuti nell’intreccio delle storie lavorative e famigliari.

Certo c’è stato anche il momento della contrapposizione e dello scontro voluto da coloro che, in nome di un’ipotetica superiorità, hanno tentato la distruzione di un popolo intero, hanno imposto l’assimilazione, in poche parole hanno usato i metodi del fascismo e degli interessi del Capitale.

Ma è proprio in quel drammatico momento che si sono saldate, perché in gran parte coincidenti, le ragioni degli antifascisti italiani con quelle della comunità slovena terribilmente oppressa dal Regno d’Italia e poi ancora più terribilmente dal fascismo.

Purtroppo i venti di guerra si fanno sentire nella nostra attualità e l’orrore della guerra invade il nostro quotidiano. Ecco perché oltre all’affermazione di amicizia e di appello ai valori di pace a cui le nostre associazioni credono, quello che ci piace sottolineare è l’impegno a utilizzare le differenze linguistiche e culturali come forza positiva per l’ulteriore crescita delle nostre comunità.

L’ANPI, sull’invio di armi all’Ucraina aggredita dalla Federazione Russa, ha una posizione diversa rispetto al nostro governo e ad altri governi dei paesi dell’Unione Europea, in virtù della ricerca della pace che deve avvenire, secondo noi, non con l’utilizzo delle armi ma principalmente con l’arma della diplomazia proprio perché non dobbiamo dimenticare gli orrori che sono insiti in ogni guerra. Del resto il nostro Paese, l’Italia, ha chiaramente espresso nella propria Costituzione, nata dalla Resistenza, il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, in ragione del fatto che il nostro Paese è stato un paese aggressore e oppressore di altri popoli.

Dovrebbe allarmarci non poco il fatto che anche le altre nazioni, principali responsabili della tragedia della seconda guerra mondiale, Germania e Giappone, stiano attuando sostanziosi programmi di riarmo.

Voglio concludere il mio saluto e questa breve riflessione, con l’esortazione  a mantenere il proprio impegno in ogni luogo contro il fascismo che assume oggi nuove forme ma che è sempre caratterizzato da nazionalismo, prevaricazione, oppressione dei popoli e dei più deboli, dalla menzogna politica e dal precario equilibrio basato sulla forza distruttiva di questo tipo di economia e delle armi.

Košbana, 10 luglio 2022

il Presidente dell'ANPI
sezione di Cividale del Friuli


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