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ANPI
Cividale del Friuli

Il Congresso della sezione
dell'ANPI di Cividale del Friuli

- 5 dicembre 2021 -

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Con una discreta presenza di iscritti, nel rispetto delle regole imposte dalla pandemia, si è svolto domenica 5 dicembre il Congresso cittadino dell'ANPI.
Il Presidente uscente ha illustrato le attività svolte dalla sezione cittadina sottolineando come la pandemia da Covid 19 abbia imposto negli ultimi 2 anni una sostanziale riduzione di conferenze, dibattiti, presentazione di libri, ... e abbia reso più complicata la partecipazione a commemorazioni sia nel nostro territorio che nella vicina Slovenia. Il Presidente uscente ha illustrato anche il bilancio dell'anno 2021 (fino al 5 dicembre) evidenziando una positiva situazione economica che permetterà alla sezione di proporre nel prossimo periodo nuove iniziative a difesa e promozione della Costituzione, dell'antifascismo e dei valori e della memoria della Resistenza.
Successivamente è intervenuto il delegato del Comitato provinciale, che ha illustrato il documento congressuale proposto dall'ANPI nazionale, sottolineando quelli che, a suo parere, sono i passaggi più significativi.
Nel corso del dibattito il Presidente uscente è intervenuto portando un contributo finalizzato a rendere più evidenti alcune questioni relative alla situazione sociale ed economica (aumento delle povertà e delle disuguaglianze sociali e delle iniquità), alla necessità di promuovere eguaglianza democrazia e solidarietà (diritto alla salute, diritto a un istruzione di qualità, eguaglianza di genere, ...) e ai pericoli per la ricerca storica, la difesa dell'antifascismo e della Costituzione che provengono da forze nazionaliste e di destra sia a livello nazionale, che a livello locale.
Altri interventi sottolineano la gravità della situazione dell’ospedale di Cividale, la necessita di affrontare a livello europeo il problema dell'immigrazione con politiche di accoglienza piuttosto che con la costruzione di muri e reticolati.
Altri interventi
propongono di redigere degli ordini del giorno da trasmettere al Congresso provinciale di fine gennaio partendo dai temi proposti nel suo intervento dal Presidente uscente.
Si procede quindi alla redazione degli o.d.g. e della mozione.

O.d.G. 1 - CONFINE ORIENTALE
Chiediamo che l’ANPI continui ad impegnarsi in tutte le sedi istituzionali per una revisione della legge istitutiva della giornata del ricordo, per le seguenti ragioni:

1. Come avevano previsto voci minoritarie nel Parlamento, la giornata del ricordo si è rivelata uno strumento in mano alle forze più conservatrici del quadro politico
nazionale. Tali forze, per evitare di contestualizzare quei fatti nelle “più complesse
vicende del confine orientale” hanno spinto per ampliare la platea dei “riconosciuti”
come martiri a “tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati”. In definitiva la legge, nonostante le modifiche successive,
risponde alle istanze di proponenti della destra come Roberto Menia, Gianfranco Fini, Mirko Tremaglia, Giuseppe Tatarella e Maurizio Gasparri tutti, all’epoca, del partito di Alleanza Nazionale! Successivamente la proposta discussa e approvata a larghissima maggioranza integrava le proposte di AN con quelle del senatore della
Margherita Willer Bordon. Basta scorrere l’elenco delle persone che hanno ricevuto onorificenze per rendersi conto che molte di queste facevano parte delle Milizie al soldo degli occupanti nazisti.
2.In conseguenza di quanto sopra è necessario dare attuazione concreta allo statuto
dell’ANPI che ci impone di “valorizzare in campo nazionale ed internazionale il
contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani e degli
antifascisti, glorificare i Caduti e perpetuarne la memoria”.
3. E’inoltre palese l’effetto politico di quella legge a livello non solo locale ma nazionale e internazionale; basti considerare le affermazioni di stampo irredentistico e nazionalista di esponenti delle Istituzioni Nazionali, che sono state lette come vere e proprie provocazioni dalle vicine Repubbliche di Slovenia e Croazia. Queste affermazioni inoltre si configurano come vere e proprie riscritture della Storia in chiave anti-partigiana.
4. Le recenti campagne scatenate contro i cosiddetti “negazionisti” sono un altro frutto avvelenato di quella legge e del clima che ne è scaturito, che colpisce gli storici e gli editori che cercano di far maggior luce su quei tragici fatti. Ne sono esempio evidente le recenti polemiche scatenate contro storici come Eric Gobetti, Massimo Montanari, Federico Tenca Montini e la casa Editrice Kappa Vu.
Inoltre sarebbe tempo, a 76 anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, che lo Stato Italiano, seguendo l’esempio di quanto ormai fatto a suo tempo dalla Repubblica Federale di Germania, chiedesse ufficialmente scusa ai Paesi aggrediti dall’Italia fascista e monarchica per le devastazioni, gli omicidi, le stragi, le persecuzioni e le deportazioni perpetrate in quei territori.

O.d.G. 2 – SITUAZIONE ECONOMICA
Si propone al Congresso Provinciale il seguente ordine del giorno che invita l’associazione a rafforzare il suo impegno nella lotta alle disuguaglianze economiche e sociali, e contro le politiche liberiste per le seguenti ragioni:

1. I dati disponibili dell’ABI ci dicono che nell’anno della pandemia i depositi bancari sono saliti, con un incremento rispetto all’anno precedente di 128 miliardi di Euro, dei quali il 56,6% è rappresentato dal risparmio delle imprese e il 43,4% da quello delle famiglie. Anche il risparmio gestito ha raggiunto la cifra record di 2.421 miliardi di Euro. Le attività sommerse ammontano a 210 miliardi di Euro.
2. Nel contempo sono in condizione di “povertà assoluta” più di 2 milioni di famiglie
(7,7% del totale, nel 2019 erano 6,4%) per un numero totale di 5,6 milioni di cittadini (9.4% erano 7,7% nel 2019). Si tratta dell’aumento più elevato della “povertà assoluta” registrato nel nostro Paese da quando esistono dati storici. In povertà relativa si trovano invece 2,6 milioni di famiglie (il 10,1% del totale) e circa 8 milioni di cittadini (il 13.5% del totale). Sono quindi poveri 13,6 milioni di cittadini su una popolazione di circa 60 milioni di abitanti, con enormi divari territoriali,
generazionali, di genere, tra immigrati e non. Questo nonostante le misure di contrasto a carico della fiscalità generale messe in atto nel 2020 (reddito di cittadinanza, ristori, estensione della cassa integrazione...). I previsti aumenti dei costi dell’energia e dei beni di consumo, oltre all’incombente crescita dell’inflazione, rischiano di aggravare ulteriormente la situazione.
3. Il PNRR presentato dal governo destina la gran parte delle risorse disponibili
all’impresa, un soggetto certamente importante della nostra economia, ma secondario dal punto di vista della nostra Costituzione che mette invece al centro, il lavoro, il cittadino, la solidarietà, l’equità, la salute e l’istruzione. Bisogna tenere alta l’attenzione su come verrà utilizzato il denaro pubblico, perché le risorse ottenute, (di cui la metà in prestito) rischiano di essere disperse a pioggia in progetti di scarso respiro invece che essere orientate al risanamento, alla riconversione ecologica, alla tutela del territorio, alla sanità e all’istruzione e alla ricerca.
4. La crisi pandemica ha evidenziato la necessità di ripensare il modello sociale a partire dai territori come luoghi di protezione dei beni comuni e di realizzazione di politiche orientate alla giustizia sociale e alla transizione ecologica e dai Comuni come garanti dei diritti e della democrazia di prossimità. Invece i recenti atti del governo sembrano andare nella direzione opposta, basti pensare al recente DDL “concorrenza”, che prevede la sostanziale privatizzazione di tutti servizi pubblici comunali.

O.d.G 3 – UGUAGLIANZA, DEMOCRAZIA SOLIDARIETA’
Si propone al Congresso Provinciale il seguente ordine del giorno, che invita l’associazione a rafforzare il suo impegno per la difesa dei valori di uguaglianza, solidarietà e democrazia, per le seguenti ragioni:

1. La situazione del lavoro dipendente colloca il nostro Paese tra gli ultimi paesi OCSE in termini di salari reali e reddito da lavoro, e tra i primi per livelli di tassazione sul lavoro (e per morti sul lavoro). Questo è causa di disuguaglianza distributiva, e determina, a caduta, una serie di ingiustizie ed esclusioni su tutti i piani della vita sociale, dalla Salute alla Scuola, dalla Giustizia all’emancipazione sociale ecc..
2. La democrazia parlamentare vede allontanarsi pericolosamente il fondamentale
modello partecipativo, anche a causa dell’abnorme ricorso alle deleghe e alle
“fiducie”. Nella società si restringono, anche per effetto della pandemia, gli spazi di
discussione, le occasioni d’incontro e di confronto mentre i Media sono asserviti a una funzione di acritica comunicazione di fatti di cronaca, e in alcuni casi sono semplici grancasse governative. Questo pesa maggiormente se pensiamo alla sconfortante mancanza di partecipazione dei cittadini alle elezioni che evidenzia un pericolosissimo scollamento tra politica e società.
3. La pandemia ha reso evidente come l’uguaglianza e la solidarietà siano principi
messi in secondo piano, sia all’interno del nostro Paese, che della UE, che del Mondo intero. Inascoltato rimane l’accorato appello, sollevato da più parti, per annullare il debito dei Paesi in via di sviluppo. Mentre i paesi ricchi compiono enormi sforzi per sconfiggere l’epidemia contando su sistemi sanitari più o meno efficienti, i paesi in via di sviluppo non riescono neppure a fronteggiare le rate del debito, e si trovano gestire un sistema sanitario già completamente inadeguato in tempi di normalità.
Inoltre va ricordata l’incapacità dei Governi, e in primis della Commissione Europea, di tutelare l’interesse comune globale piuttosto che il profitto delle imprese, ad esempio con la sospensione dei brevetti sui vaccini contro il Covid-19 e sui farmaci salvavita, oltre che con la loro capillare distribuzione nei paesi in via di sviluppo.

O.d.G. 4 - SANITA' TERRITORIALE (*)
La pandemia ha messo in luce una disorganizzazione sanitaria a tutti i livelli dimostrando una totale impreparazione alla gestione dell’emergenza sia in ambito ospedaliero che territoriale.
Il governo ha inteso porre rimedio a queste criticità destinando una parte considerevole di risorse del PNRR rivolte ad investimenti, sia ospedalieri che territoriali, destinate a investimenti in tecnologia e opere murarie, ma ciò non sarà sufficiente se non verrà affrontata la grave carenza di personale medico e di operatori sanitari sul territorio sia regionale che nazionale.
Chiediamo che l’ANPI si impegni in un’opera di sensibilizzazione nelle sedi istituzionali e politiche affinché si affrontino le carenze e i problemi della sanità.
A tale proposito si evidenzia che le criticità emerse durante la pandemia nella nostra regione FVG, che rispecchiano anche quelle di altre Regioni italiane, risultano principalmente le seguenti:
- chiusura di interi reparti e Punti di primo intervento negli ospedali periferici, e concentrazione delle attività negli ospedali Hub senza prevedere un incremento di posti letto adeguato ad accogliere il maggior numero di pazienti;
-carenza di personale medico e operatori sanitari adeguatamente preparati ad affrontare una pandemia;
-la mancanza di un sistema di assistenza sanitaria di prossimità collegato con l’ospedale di riferimento;
-il rinvio o l’annullamento di prestazioni sanitarie e interventi chirurgici con l’indebolimento del servizio sanitario pubblico;
- tempi di attesa lunghissimi per le prestazioni sanitarie pubbliche, che hanno costretto i cittadini a ricorrere a strutture sanitarie private a pagamento e hanno favorito l’insorgere di patologie per troppo tempo trascurate;
-la chiusura e la riduzione dei servizi dei presidi ospedalieri minori, che penalizzano i cittadini residenti nelle aree periferiche e di montagna vanificando le pratiche di integrazione tra sanità sociale e comunità;
-la grave carenza di personale sanitario che ha comportato l’aggravio delle condizioni lavorative;
-l’uso strumentale della pandemia per giustificare tagli e ritardi;
-L’assoluta emarginazione dei sindaci e dei comuni dalle decisioni e l’assenza di processi partecipativi di cittadini e operatori.
Risulta pertanto urgente e improcrastinabile prevedere di:
-Rilanciare il servizio Pubblico, garantendo la riduzione delle diseguaglianze territoriali, l’accesso universale ai servizi, il rispetto dei Livelli essenziali di Assistenza in ogni zona della regione e in tutte le regioni del Paese, ricorrendo innanzitutto alla gestione diretta degli interventi di prevenzione, sanitari e riabilitativi ed evitando esternalizzazioni e precarietà;
-Finanziare con fondi adeguati l’aumento delle dotazioni organiche delle Aziende sanitarie e il turn over del personale;
-Programmare un consistente incremento del numero di posti nei corsi di laurea per infermieri e nelle scuole di specializzazione per Medici Specialisti, Medici di Medicina Generale e Pediatri;
-Ripristinare urgentemente i servizi soppressi/ridotti (distretti sanitari, Centri di salute mentale, guardie mediche, medici di famiglia, RSA, consultori, ecc);
-Avviare un piano straordinario per la riduzione delle liste d’attesa;
-Ridare ruolo ai Sindaci e ai Comuni e introdurre la democrazia partecipativa per operatori, associazioni e cittadini;
-Far valutare l’operato dei Direttori Generali su obiettivi di salute condivisi e coinvolgere anche i Sindaci nella valutazione;
-provvedere ad inserire negli atti aziendali le indicazioni dei PNRR.

(*) l'ordine del giorno sulla sanità territoriale presentato sopra è la rielaborazione, come da delibeazione del Comitatro di sezione del giorno 23 febbraio 2022, del documento illustrato nel corso del dibattito congressuale.

MOZIONE SUL PUNTO DEDICATO ALLE “FORZE ARMATE”
In relazione al punto “Forze Armate”, l’attenzione specifica a queste riservata dal documento congressuale ci pare eccessiva, se messa in relazione con quella riservata a tutti i soggetti contribuiscono alla lotta contro il virus pandemico e le sue conseguenze. Quanto meno pari dignità devono avere per noi gli operatori della Sanità, della Scuola, e, se pensiamo ai diritti dei lavoratori, anche i vigili del fuoco e le forze di polizia. Proponiamo pertanto che l’articolo venga modificato, a partire dal titolo, come segue:

Forze Armate, Operatori della Sanità e della Scuola, Vigili del Fuoco e Forze di Polizia
Un’attenzione particolare va rivolta alle nostre Forze Armate, il cui ordinamento, come prescritto dall’art. 52, “si informa allo spirito democratico della Repubblica”. È noto che da tempo si è passati dalla leva obbligatoria e di massa al reclutamento professionale.
Oggi tanta parte delle donne e degli uomini che prestano servizio nelle varie armi sono impegnati in forme di supporto nel contrasto alla pandemia: a tutti loro va il ringraziamento del Paese.
Un sentito ringraziamento va indirizzato anche agli operatori della Sanità, della Scuola, alle forze di Polizia e ai Vigili del Fuoco, che si sono trovate e si trovano ad operare in prima linea nel corso della pandemia e di altre situazioni drammatiche, in condizioni difficili e spesso con scarsità di mezzi.
Non possiamo dimenticare però che l’attacco ai diritti del lavoro, che investe il settore privato ma anche quello pubblico, non risparmia neppure queste fondamentali strutture dello Stato. Perciò occorre garantire a tutti loro, qualunque sia il ruolo rivestito, condizioni salariali, di lavoro e di vita sicure e dignitose, al pari di quelle che dovrebbero essere riconosciute a tutti i lavoratori.

Gli o.d.g. e la mozione sono approvati all’unanimità.

Si procede alla costituzione del seggio elettorale per la nomina dei nuovi componenti del Comitato di sezione, del Collegio dei revisori e dei delegati titolari e supplenti all’Assemblea congressuale provinciale.
Nel corso della prima riunione del nuovo Comitato di sezione, prevista indicativamente per il 16 dicembre, si procederà all'elezione del nuovo
Presidente di sezione e si attribuiranno gli altri incarichi previsti dallo Statuto dell'ANPI.

Cividale del Friuli, 5 dicembre 21  

estratto dal verbale del
Congresso di sezione